Estranei – Della coppia, della violenza a Bookcity 2017.

Nuovo progetto: scrittura e teatro insieme, le mie passioni di sempre.

“ESTRANEI” ospite a Bookcity – la più grande kermesse di libri di Milano.
Nadia Dalle Vedove dialogherà con l’autrice Lucrezia Holly Paci (autrice e counselor specializzata in dinamiche relazionali).

Presentazione di un libro o premessa di uno spettacolo teatrale?
L’evento sarà un’insolita presentazione teatrale del libro “Estranei” di Nadia Dalle Vedove (Edizioni del Gattaccio, 2015).

Sara Alzetta e Paolo Fagiolo interpretano una parte del testo selezionata per l’occasione, a cura di Alessandro Marinuzzi.

Oltre a parlare del libro e del progetto teatrale affronteremo il tema della violenza di genere all’interno della coppia, cuore della pièce.

INGRESSO GRATUITO, senza prenotazione.

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Buon 2017 da Mattia e il suo breve inverno.

https://bookabook.it/prodotto/fino-allultimo-inverno/

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Uscito nel 2016, che sta per finire.
Scritto nel 2012, che è già finito.
Ancora vivo nel 2017, che non è ancora iniziato!

“Inquietante. Veloce. Troppo asciutto. Piacevolmente scorrevole. Troppo doloroso. Ben scritto. Lo regalo. Non mi ha convinto l’età del protagonista. Ho adorato Dora. La nonna è il mio personaggio preferito. Scrivi un pò come  Erri De Luca. Mi ha fatto male. Dialoghi secchi. Atmosfera da pellicola. Bella l’ambientazione – senza descrizione – e i personaggi tra Truffaut, Ammaniti e un pizzico del primo Pasolini.”

Queste le impressioni che ho raccolto incontrando in questi mesi le persone che l’hanno letto.  Che ne dite?

W la lettura, sempre.

Thomas Bernhard (La tua, la mia, la loro vita)

Thomas Bernhard

Thomas Bernhard

“Avevo davanti a me sempre la stessa montagna. Non mi potevo muovere e la noia e la solitudine di tutti quei mesi davanti alla montagna o finiscono per farti impazzire, oppure ti spingono a scrivere. E’ stato là che, attraverso la scrittura, sono riuscito a superare l’odio che avevo per i libri, per le matite e per lo stesso atto di scrivere.”

***

Estratto da :

“Conversazioni di Thomas Bernhard” a cura di Kurt Hofmann, Guanda, trad. Elisabetta Niccolini

SOLO PER ME

Il lettore lo sa, è una tensione che sale lenta e che punta verso una direzione precisa.

Poco prima che inizi uno spettacolo a teatro o un film al cinema, uno dopo l’altro, giovani, vecchi, single o accoppiati, cerchiamo di placare il respiro, di allontanare gli altri da noi e guardiamo – tutti quanti seduti sulle stesse identiche sedie – laggiù.

Ma lo sappiamo, stiamo partecipando a un rito, mica siamo soli!

Ma per fortuna c’è lui che ci separa, che  sa portarci via.

Chi se ne frega se stai cucinando, se tuo fratello è nel traffico e sta rincasando, se lei sta telefonando a sua madre o se il loro bambino dorme da troppe ore perchè – con tutta probabilità – ha la febbre.

A noi piace andarcene via.
Ne abbiamo bisogno per poter restare dove siamo.

Il lettore

Il lettore

Chi se ne frega anche se ami la carta o la leggerezza di un e-reader.

Quello che interessa a uno come te è mangiare storie.

Sottolineare. Frasi. Parole. Osservazioni che – stamattina in doccia hanno attraversato anche i tuoi pensieri – che lui, quello scrittore morto o appena nato, ha messo nero su bianco solo per te.

E tu – finalmente solo – accumuli i tuoi capolavori, che non sono propriamente quelli che – come si dice in giro – non puoi non aver letto!
Sono i tuoi. Solamente i tuoi. Quelli che hai scovato online o sui tavoli di una libreria, o tra gli scaffali di uno studio medico mentre eri in attesa di una visita.

Ti piace restare separato per un pò dal resto del mondo, nonostante tu stia osservandone la carne attraverso quel libro.

Resti zitto. Non ne parli a nessuno. Lo tieni per te almento finchè non ti verrà voglia di regalarlo o di consigliarlo a una cena, a un amico o a qualcuno che ti ha ferito.

L’autunno è una stagione così: mi fa venire voglia di non dirlo a nessuno che questi libri sono stati scritti solo per me.

BASTEREBBE RISPONDERE A UN SALUTO

Tanto per cominciare.

Hai scelto un libro, mi raggiungi alla cassa, lo appoggi, allungo il braccio per afferrarlo non senza averti prima chiesto se hai la tessera (perchè devi fidalizzarti, tutta la tua vita lo è, lo dimostra il fatto che non trovi mai al primo colpo la mia tessera, quella della libreria dove lavoro e ogni tanto insisti chiedendo se sono sicura che quella di altre librerie non possa comunque andare bene).

Sei muto, ti muovi a testa bassa ma – dico – perchè non rispondere al mio saluto?

Quello che interessa a noi librai, è quella sostanza che nutre i libri dopo essere stati stampati e – forse non te ne rendi conto – è il nostro incontro ad alimentarla.

Libreria

Libreria

Quando non ci sei, sistemo la libreria per te, per lasciarteli trovare anche senza il mio aiuto. Perchè certi lettori sono fatti così, come me e devono trovarli da sè.

Altri te li metto davanti agli occhi, perchè certi libri e certi autori non possiamo non sapere che esistono.

Ti confesso che quando incontro una storia che mi emoziona, non posso far finta di niente, non posso lasciare che si perda e finisca in resa senza aver vissuto.

E allora, tra gli spazi che gli editori comprano in libreria per posizionare le loro ultime uscite e dar loro rilievo in mezzo a tutto il resto, c’è sempre modo di evidenziare anche quegli autori – più nascosti – che voglio farti conoscere.

E li controllo, osservo giorno dopo giorno se quella pila si abbassa e se non accade decido se insistere o arrendermi.

Io libraio, tu lettore, frequentiamo lo stesso posto per lo stesso motivo.

Ma perchè allora accade sempre più spesso che il mio “Buogiorno” che accompagna il tuo autore, la storia che hai scelto, l’editore che ti ha intrigato, cada nel vuoto?

Non ho bisogno di conoscerti, di sapere chi sei nè come ti chiami. Il libro è il nostro patrimonio in comune.

Tu non lo sai ma un libraio impara anche da te, da quello che compri e che non vedi l’ora di cominciare a leggere. Autori che gli erano sfuggiti o verso i quali per anni non hanno avuto nessuna curiosità. O forse addirittura qualche resistenza.

“Buongiorno, lettore.”