http://www.triestebookfest.com/

Ci sono finita dentro e adesso non ne esco: TriesteBookFest.

TBF
Divertirsi è tutto e coi libri si può. Mica si parla di piangere dal ridere, come mi è successo con certi spettacoli di Anna Marchesini o di Alessandro Fullin.

Coi libri ti senti rock. 

Il palcoscenico della rocker di libri è la pagina. Le parole che leggo sono il mondo dei suoni che trasmettono vita, lo stesso che durante un concerto allo stadio ti senti bussare nel petto e che ti fanno gridare per parlare col tuo vicino perché tutto è alto volume.

I libri suonano?
Sì.
Suonano stamattina “I’m on fire” di Springsteen.
Ieri le variazioni di Goldberg di Bach suonate da Gould.
Suonano la tua musica.
La mia.
La nostra, amiche del TriesteBookFest, che questa festa dei libri la stiamo costruendo nonostante la fatica di arrivare fino in fondo con poche risorse.

E Trieste suona?
Sì. Ma forse glielo dobbiamo dire.

Sussurra o grida? A ognuno come gli va.

http://www.triestebookfest.com/

Annunci

Family day!

E con l’aggiunta di queste fotografie di lettori, decretiamo questa come la nostra giornata ufficiale del Family Day di Fino all’ultimo inverno!

Gigi e Pietro

Qui sopra: Gigi e Pietro, e qui sotto il replicante Pietro con il piccolo fratello e mamma Claudia! Sembrano 4, in realtà sono solo…una: una gran bella famiglia.

Carletti e figli

Buona lettura a grandi e piccini!

SOLO PER ME

Il lettore lo sa, è una tensione che sale lenta e che punta verso una direzione precisa.

Poco prima che inizi uno spettacolo a teatro o un film al cinema, uno dopo l’altro, giovani, vecchi, single o accoppiati, cerchiamo di placare il respiro, di allontanare gli altri da noi e guardiamo – tutti quanti seduti sulle stesse identiche sedie – laggiù.

Ma lo sappiamo, stiamo partecipando a un rito, mica siamo soli!

Ma per fortuna c’è lui che ci separa, che  sa portarci via.

Chi se ne frega se stai cucinando, se tuo fratello è nel traffico e sta rincasando, se lei sta telefonando a sua madre o se il loro bambino dorme da troppe ore perchè – con tutta probabilità – ha la febbre.

A noi piace andarcene via.
Ne abbiamo bisogno per poter restare dove siamo.

Il lettore

Il lettore

Chi se ne frega anche se ami la carta o la leggerezza di un e-reader.

Quello che interessa a uno come te è mangiare storie.

Sottolineare. Frasi. Parole. Osservazioni che – stamattina in doccia hanno attraversato anche i tuoi pensieri – che lui, quello scrittore morto o appena nato, ha messo nero su bianco solo per te.

E tu – finalmente solo – accumuli i tuoi capolavori, che non sono propriamente quelli che – come si dice in giro – non puoi non aver letto!
Sono i tuoi. Solamente i tuoi. Quelli che hai scovato online o sui tavoli di una libreria, o tra gli scaffali di uno studio medico mentre eri in attesa di una visita.

Ti piace restare separato per un pò dal resto del mondo, nonostante tu stia osservandone la carne attraverso quel libro.

Resti zitto. Non ne parli a nessuno. Lo tieni per te almento finchè non ti verrà voglia di regalarlo o di consigliarlo a una cena, a un amico o a qualcuno che ti ha ferito.

L’autunno è una stagione così: mi fa venire voglia di non dirlo a nessuno che questi libri sono stati scritti solo per me.