L’autunno verrà.

M. Hack

E’ risaputo: il caldo in città amplifica i brontolii di chi, non sopportando il caldo, è costretto a notti insonni e spossatezza illimitata. Stamattina però, sfidando i quaranta gradi percepiti al sole, ho gonfiato le gomme della bicicletta e ho percorso qualche chilometro verso l’acquisto compulsivo di una borsa per il mio portatile: aria in faccia e tanta, tantissima ombra lungo i numerosi viali alberati di Milano. In tutto il corpo la sensazione di essere l’esclusiva proprietaria di questo benessere e la voglia di confortare i miei simili – i maledetti amanti dei 23 gradi ventilati – che si possa fare: spegnete i ventilatori e uscite in bicicletta! Una volta rientrati a casa lasciatevi cadere in un libro e l’autunno verrà.

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SOLO PER ME

Il lettore lo sa, è una tensione che sale lenta e che punta verso una direzione precisa.

Poco prima che inizi uno spettacolo a teatro o un film al cinema, uno dopo l’altro, giovani, vecchi, single o accoppiati, cerchiamo di placare il respiro, di allontanare gli altri da noi e guardiamo – tutti quanti seduti sulle stesse identiche sedie – laggiù.

Ma lo sappiamo, stiamo partecipando a un rito, mica siamo soli!

Ma per fortuna c’è lui che ci separa, che  sa portarci via.

Chi se ne frega se stai cucinando, se tuo fratello è nel traffico e sta rincasando, se lei sta telefonando a sua madre o se il loro bambino dorme da troppe ore perchè – con tutta probabilità – ha la febbre.

A noi piace andarcene via.
Ne abbiamo bisogno per poter restare dove siamo.

Il lettore

Il lettore

Chi se ne frega anche se ami la carta o la leggerezza di un e-reader.

Quello che interessa a uno come te è mangiare storie.

Sottolineare. Frasi. Parole. Osservazioni che – stamattina in doccia hanno attraversato anche i tuoi pensieri – che lui, quello scrittore morto o appena nato, ha messo nero su bianco solo per te.

E tu – finalmente solo – accumuli i tuoi capolavori, che non sono propriamente quelli che – come si dice in giro – non puoi non aver letto!
Sono i tuoi. Solamente i tuoi. Quelli che hai scovato online o sui tavoli di una libreria, o tra gli scaffali di uno studio medico mentre eri in attesa di una visita.

Ti piace restare separato per un pò dal resto del mondo, nonostante tu stia osservandone la carne attraverso quel libro.

Resti zitto. Non ne parli a nessuno. Lo tieni per te almento finchè non ti verrà voglia di regalarlo o di consigliarlo a una cena, a un amico o a qualcuno che ti ha ferito.

L’autunno è una stagione così: mi fa venire voglia di non dirlo a nessuno che questi libri sono stati scritti solo per me.

INNEGABILMENTE, AUTUNNO

Che poi, non possiamo certo permetterci di avere dubbi in merito: l’autunno, che ci piaccia o no, arriva sempre.

Alcuni ne fanno scorte e scorte, sono quelli che amano il dramma più della commedia, le foglie rosse e gialle più della canottiera che scopre la spalla abbronzata.

Diamoglielo! Lasciamoglielo tutto!
Che c’importa di regalare un pò d’autunno?

Autunno (polenta valtellinese ai formaggi)

Eh no.
Mettetevi in coda.
Non si resta mica ad aspettarlo per poi lasciarselo portare via così!

Nessuno osi dividere quel che il divino ha unito: io e l’autunno!

Ma, oserei aggiungere, nessuno osi dividere quel che l’algoritmo editoriale ha stabilito!

E’ il periodo più generoso dell’anno: da settembre a ottobre, escono gli autori più importanti a livello mondiale, i romanzi che abbiamo atteso per 3 stagioni e che solo lui, l’elegantissimo e scompigliato autunno, ci consegna senza misura.

Facciamogli posto, assaggiamoli e parliamone coi nostri commensali preferiti, siano essi amici di tavola o clienti della nostra libreria; lettori sconosciuti con i quali palleggiamo titoli e titoli sui social-network o lettori noti, notissimi che sentiamo in un’intervista alla radio o chissà.

Intervistiamoci, dai.
Prendiamoci cura dei gusti degli altri.

Perchè la precisione di un sapore che ha colpito nel segno, che cos’è senza quel passaparola che ti fa venire voglia di rabboccare di vino il bicchiere di chi te lo sta raccontando, per incoraggiarlo a continuare o fare in modo che non finisca mai? Che ti fa venire voglia di rilanciare con il titolo del romanzo che ti sei mangiato nelle ultime 3 sere?

L’emozione è la stessa, il cibo diverso, ma la vibrazione identica.

E parli di quel romanzo, appena iniziato e già finito, ne parli davanti a me con quella voracità che fa dell’autunno, la sola stagione che sa arrivare al momento giusto nel posto giusto.

Cin.