Estranei – Della coppia, della violenza a Bookcity 2017.

Nuovo progetto: scrittura e teatro insieme, le mie passioni di sempre.

“ESTRANEI” ospite a Bookcity – la più grande kermesse di libri di Milano.
Nadia Dalle Vedove dialogherà con l’autrice Lucrezia Holly Paci (autrice e counselor specializzata in dinamiche relazionali).

Presentazione di un libro o premessa di uno spettacolo teatrale?
L’evento sarà un’insolita presentazione teatrale del libro “Estranei” di Nadia Dalle Vedove (Edizioni del Gattaccio, 2015).

Sara Alzetta e Paolo Fagiolo interpretano una parte del testo selezionata per l’occasione, a cura di Alessandro Marinuzzi.

Oltre a parlare del libro e del progetto teatrale affronteremo il tema della violenza di genere all’interno della coppia, cuore della pièce.

INGRESSO GRATUITO, senza prenotazione.

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Si dice in giro che…

” E’ AFFILATO.”

“TI RESTA ADDOSSO.”

“E’ UN INTRIGANTE GIOCO DRAMMATURGICO.”

I primi commenti arrivati dai lettori di Estranei.

Estranei.

 

Cartaceo o in e-book, spedizione gratuita:

http://www.edizionidelgattaccio.it/eg-estranei-hp.html

L’estraneo siete voi.

“La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, così che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi.

Luigi Pirandello da “Uno, nessuno, centomila”.

In uscita “ESTRANEI”, pièce teatrale.

Non voglio essere io a raccontarvi questo mio testo ma piuttosto lasciare la parola all’editore che lo pubblicherà.

ESTRANEI

“Per una coppia, lasciarsi è un momento di confine: fa ancora parte della vita di coppia? Oppure quella che si molla non è più una coppia? Nell’incertezza, a lungo si discute su come dirlo, come apparecchiare la messa in scena della coppia che finisce. 

Anche se spesso è la conclusione più saggia, ci sono umani che incaricherebbero volentieri altri della notizia, delle spiegazioni e delle recriminazioni. Ma nessuno ne è abilitato, chiunque frequenta parole sbagliate.

Ciò che dovrebbe significare l’attenuazione della coppia fino alla sua eutanasia, invece diventa l’inedito sviluppo di un viluppo: ci si convince di cose mai avvenute, di un passato comune che non c’è mai stato, quello dei doppi fini e delle strategie. Invece proprio solo della coppia che finisce.
L’abisso fra amore e rappresentazione postuma dell’amore.

Per mollarsi bisogna prendersi sul serio e prendere sul serio tutto ciò che c’era prima.
Il rapporto si riapre – ben diverso – a causa dell’eventuale ammissione che non ci si amava del tutto, che i germi del mollarsi erano già presenti in quell’insincerità. E – se c’era insincerità – come si può essere sinceri nel lasciarsi? Lo stiamo volendo davvero?
Sapere di avere colpe, ma di non ammetterle per paura che le ammissioni di colpa non vengano prese sul serio dall’altro, siano lette solo come tattica per non finire il rapporto. Che è quello che entrambi vogliono, ma non sta bene dirlo.

Più di un maschio non sa come uscirne.

Se non con la violenza.”

Grazie a Luciano Sartirana per aver avviato con me questo progetto con lucidità e passione.

http://www.edizionidelgattaccio.it/eg-estranei-hp.html