ESTRANEI?

C’è chi scrive, chi recita, chi costruisce la tridimensionalità di un testo e di uno spettacolo attraverso la regia.

E i produttori, oggi, in Italia, chi sono? quanti sono? dove sono?

Domande che mi frullano in testa oggi come non mai, dopo anni in cui cerco di portare in scena il testo che ho scritto per il teatro che, se non finisce nella carne, nell’esperienza e nella creatività di attori e regista, resta un testo muto, che si rimbalza addosso senza generare energia, quella che le storie profonde provano a trasmettere senza riserve.

Con Sara Alzetta e Paolo Fagiolo. Progetto teatrale a cura di Alessandro Marinuzzi.  (Photos by Sara Pisani)

SE
chi ha potuto vedere a Milano (Bookcity, 2017 – Teatro Franco Parenti) una sorta di premessa/promessa di quel che potrebbe diventare un giorno questo testo teatrale, continua a chiedere dove e quando potrà vederlo in scena;

SE
chi lo ha letto (“Estranei”, Edizioni del Gattaccio, 2015)
dice che “lo vedeva davanti agli occhi”;

SE
artisti e intellettuali con i quali ho parlato nel corso di questi anni,
l’hanno apprezzato e fatto crescere con consigli e suggerimenti;

perché in Italia si continua a ignorare l’importanza della fase di sviluppo di un progetto creativo e lo si lascia alla sola fatica di chi se lo accolla, lavorando gratis, con la speranza di arrivare prima o poi a farne un’opera viva e concreta?

Illuminanti risposte cercasi.

 

 

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