2. Se fosse…

Scrivo in casa dove non si muove nemmeno una mosca, figuriamoci le zanzare che tanto detesto. Scrivo in biblioteca fra gli studenti universitari che, mentre perdono tempo mi ricordano che non ho tempo da perdere. Scrivo al lavoro, in libreria, su pezzi di carta che finirebbero nel cestino. Scrivo all’alba, a letto, senza accendere la luce, con un solo occhio aperto, nello spazio delle note del mio smartphone.

Scrivo sparandomi musica nelle orecchie come per la scena in cui Mattia corre a cercare Sara e la trova sola su una giostra a seggiolini, la notissima calcinculo. L’atmosfera, la tensione degli accordi di “The boy in well” dei R.E.M., è il cuore di quella visione.

In verità, tutto il libro suona un pò…R.E.M.

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