Fino all’ultimo inverno

Inizio una nuova scommessa, una nuova avventura.

Era un’idea che mi girava in testa da tempo, poi è diventato il progetto al quale mi sono dedicata negli ultimi anni e ora finalmente ha preso forma: il romanzo “Fino all’ultimo inverno” è stato selezionato dalla prima piattaforma di crowdfunding italiana di libri – Bookabook – che ha deciso di promuoverlo per la pubblicazione!

https://bookabook.it/projects/fino-allultimo-inverno/ ‎

Dopo l’esperienza con il documentario “Il lupo in calzoncini corti” che fu uno dei primi documentari realizzati con la stessa modalità, cioè coinvolgendo il pubblico attraverso il pre-acquisto del dvd del film, ora mi capita di iniziare questa nuova scommessa similare. A me il compito di raccontarvi che cosa sia questo lavoro e a voi, se vorrete, la partecipazione condivisa di un sogno: la pubblicazione del libro. Un interessante filo diretto scrittore-lettore-libreria.

cropped-inserto-dalle-vedove21.jpg

Se riusciremo a raggiungere entro sei mesi la quota di 2.000 euro, Bookabook pubblicherà il romanzo e lo distribuirà nelle librerie tradizionali e su quelle online e lo spedirà in prima istanza a chi lo avrà pre-acquistato sostenendo questa campagna.

Tengo molto a questo progetto per due ragioni: la prima è il tema dell’infanzia e la seconda l’omologazione del mondo editoriale. Ma sono questioni che vorrei attraversare con voi strada facendo.

Solo due parole sul romanzo.

“Fino all’ultimo inverno” è la storia di un ragazzino di dodici anni che, rimasto solo al mondo, tenta una fuga disperata da casa che lo riporterà invece alle proprie radici.

Il titolo è un riferimento esplicito alla Nouvelle Vague, in particolare all’opera “Fino all’ultimo respiro” per via della scelta di montaggio che il regista Jean-Luc Godard scelse per raccontare una storia come se fosse un documentario. Questa la chiave che m’interessava ripercorrere attraverso la scrittura di questo romanzo: applicare l’approccio documentarista in ambito letterario.

Il film “I quattrocento colpi” di Francois Truffaut ha rappresentato un riferimento visivo e tematico molto forte. In ambito letterario non posso non citare “Trilogia della città di k.” di A. Kristof – per l’ambientazione spazio/temporale neutra e per lo stile asciutto – e “Cielo di sabbia” di Joe R. Lansdale per lo spaesamento e il vuoto nel quale si muovono i personaggi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...