VINCENZO E SUSO

Librai si nasce, mica si diventa!

E così per gli sceneggiatori e per tutti coloro che hanno nel DNA il piacere per la penombra.

Si vive un pò di lato, si partecipa con passione ma ci si lascia respirare da pochi. Si condivide il proprio mestiere per lo più con se stessi e con quei pochi colleghi che ci consentono di portare a compimento il nostro operare.

Vincenzo Cerami non è noto come Roberto Benigni eppure ha scritto quello che per molti è il capolavoro di Roberto Benigni, “La vita è bella”.

La sua morte però mi ha riportato alla mente la grandissima Suso Cecchi D’amico. Lei che ha scritto la storia del cinema italiano, autrice tra gli altri di “Ladri di biciclette”.

Dal film "Ladri di biciclette" di Vittorio De Sica

Dal film “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica

Quando si muore, si muore davvero?
Dove finisce il tempo dedicato alla scrittura di un film?
Quanto ne dovremmo dedicare noi, quelli che rimangono qui, a ricordare certi autori?

Persone che se ne vanno nella discrezione e che però, a differenza di altri, hanno lasciato tracce nella mia Italia, in questa Nazione che perde tempo – nei telegiornali, nelle chiacchiere ai bar, nei pranzi in famiglia – a parlare di quelli che non contano ma che hanno fatto parlare di sè e che riescono anche da morti ad attirare l’attenzione.

Suso Cecchi D'Amico

Suso Cecchi D’Amico

Grazie a Vincenzo Cerami per essere stato presenza.

Grazie a Suso Cecchi D’Amico per avermi legata al suo tempo.

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