CANADA

Quanto essere gentili con un romanzo che comincia solo a pagina 120?
O ci si fida o lo si molla, ovvio.

Ma…

“Perchè in fondo vedermi come un ragazzo abbandonato non era nel mio interesse. Anche se ogni sera mi coglieva un senso di vuoto all’idea che non sapevo cosa o dov’ero sulla terra, o come stavano le cose, e come avrebbero potuto andare per me, il peggio era già alle mie spalle.”

Ci vuole una certa sicurezza di sè come narratore, dei personaggi creati e della pazienza del lettore per dichiarare fin dalle prime righe l’argomento del libro e poi cominciare senz’ansia alcuna, con un’andatura forse realistica ma lontana dai colpi di scena e dai cambi di ritmo che ci aspettiamo sempre da un romanzo.

E’ il caso di Canada, l’ultimo libro dell’americano Richard Ford.

Richard Ford

Richard Ford

La voce diretta del protagonista – l’adolescente Dell – ci mette con le spalle al muro fin dalle prime righe:

“Prima di tutto parlerò della rapina commessa dai nostri genitori. Poi degli omicidi, che avvennero più tardi. La rapina è la parte più importante, perchè fece prendere alla mia vita e a quella di mia sorella le strade che da ultimo avrebbero seguito.”

Leggi ma la storia sembra non cominciare mai.

Descrizioni della casa, certo un luogo simbolo per un ragazzo (e sua sorella gemella) che verranno abbandonati dai genitori al momento dell’arresto. Descrizioni e divagazioni attorno all’ordinario. 

Ecco come lo definirei.

Continui, ma  non sai molto di più delle loro vite. Nel frattempo – maledizione –  se ne sono andate un paio d’ore della tua preziosa vita.

Intravedi qualcosa. Non sai se la direzione nella quale stai guardando sia davvero quella giusta. Quella che ti porterà al cuore della vicenda, dell’abbandono subìto da Dell e Berner e di quello che accadrà loro.

“Canada” non sviluppa una trama, non accade quasi nulla. Però forse accende un’empatia così forte per Dell che non riesci a lasciarlo solo in quel racconto.

421 pagine di lentezza, di esperienza e di miseria.

La semplice vita che scorre e la mano del tempo a indicare strade da prendere e altre da lasciare per sempre. Senza nessun timore di passare inosservati dentro una vita qualunque, insomma.

Così per Dell. Così per Richard Ford.

*****

“Canada” di Richard Ford, Ed. Feltrinelli (2013) trad. di Vincenzo Mantovani

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