A UN PASSO DA SE’

Due letture fatte a distanza di anni. Una nel 2006, l’altra qualche giorno fa.

Mi accorgo, mettendo a scaffale l’ultimo, che mentre gli anni passano io resto sempre nello stesso luogo: a un passo da me.

“Variazioni selvagge” di Hélène Grimaud e “La tigre” di John Vaillant.

Nessuno dei due è propriamente un autore di narrativa. E i risultati in effetti sono qualcosa che vibra sul confine tra il vero e il falso.

Lei è una musicista, lui un reporter.

Hélène Grimaud

Hélène Grimaud

Dopo anni di successi mondiali come pianista, Hélène Grimaud affronta la sua crisi personale lasciando tutto e trasferendosi in un villaggio del Connecticut con un preciso obbiettivo: vivere in una riversa di lupi in mezzo alla foresta.

In quel contesto, così lontano da Parigi e dal suo pianoforte, cerca quello che la musica non riesce più a darle: l’animalità artistica della quale si è sempre nutrita e che ha cercato di restituire – al mondo e a se stessa – attraverso il suo pianoforte.

Tigre siberiana

Tigre siberiana

Da tutt’altra parte del mondo, nel cuore della tundra siberiana, vive un animale, la tigre dell’Amur, che diventa l’ossessione di Jurij Trush, capo dell’Ispettorato Tigre incaricato di ritrovare il corpo di Vladimir Markov, scomparso da giorni.

Una volta arrivato sul luogo, la scoperta è agghiacciante: i resti del corpo di Jurij sono sparsi ovunque e la tigre, lo confermano le sue tracce e le reazioni dei cani al suo seguito, è ancora nei dintorni.

E’ arrabbiata con Jurij e lo è anche con il resto del mondo. Per questo non si muove. Ancora troppi conti in sospeso con chi – come dimostreranno le richerche – ha abusato dell’unica legge che non andrebbe mai infranta: quella del rispetto reciproco.

La tigre uccide per sopravvivere ma quella è senza dubbio una storia di vendetta.

Due libri che mi hanno attirato per la stessa questione: come non disperdere il proprio selvatico? Anzi, come alimentarlo,  mi chiedo?

Mi muovo in questa foresta metropolitana, senza guardarmi troppo alle spalle.

Se hai voglia di attaccare, fallo!

Dico a te che mi guardi, o a te che mi hai abbandonato, o a te che vorresti che non ti fiatassi sul collo in questa maniera, a te che t’intrometti nel mio sonno senza permesso, a te che rubi immagini dalla mia testa e a te che ti conosco appena, e che rimbalzi senza tregua dentro e fuori di me.

Attacami!

Non so se mi troverai perchè io vivo sempre a un passo da me.

*****

“Variazioni selvagge” di Hélène Grimaud, edizione Bollati Boringhieri. (trad.Patrizia Farese)

“La tigre” di John Vaillant, edizione Einaudi Supercoralli, (trad.Duccio Sacchi)

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