EXAMLETO

Sei o non sei Amleto?
Sei morto o sei vivo?
Mai stato più vivo di così?

Siediti e taci, questo è l’Amleto, l’Examleto di Roberto Herlitzka.

Questo è l’Amleto che, con coraggio, strappa al buio la poca, misera luce rimasta dentro i tradimenti che la famiglia ha versato sulla famiglia.

Roberto Herlitzka in Examleto

Roberto Herlitzka in Examleto

Sottovoce, Herlitzka, corre, corre, corre.
Si affanna per riporate tutto quanto a un grado di decenza e di dignità necessari a qualsiasi essere umano per potersi dire…vivo.

Ah, sì, la vita: me n’ero dimenticata. Perchè altrimenti sarei qui stasera? Teatro Franco Parenti, Milano. Sala A come Amleto.

Se lui sta faticando tanto, perchè dalla platea, si sente solo il lieve fiato di un attore, minuscolo, magro e pallido? Perchè, mentre entra ed esce dalla storia di un figlio tradito e abbandonato, mentre parla con il fantasma del padre, mentre sputa rabbia contro la madre e medita vendetta contro lo zio-patrigno, perchè è così leggero? Come fa a volare sul quel piccolissimo palco accompagnato soltanto da un tesco, anche lui timido pare, e da una sedia bianca usurata?

Non ha bisogno d’altro?

Solo, senza musica, un unico cambio di luce, fucsia, ad un certo punto, un insolente fucsia a fissare nel tempo il passaggio più famoso…”essere o non essere.”

E intanto Shakespeare sorride. L’ho visto da qualche parte, a un certo punto.

Che altro? Niente.

Che bisogno c’era, in effetti, di essere in dodici su quel palco se un infantile e sapiente attore riesce a dialogare con gli assenti Marcello, Orazio, Rosencrantz e Guidelstern e a farci sentire le risposte che nessuno pronuncia?

Che voglia di stropicciarsi l’anima che aveva, qualche sera fa, quell’attore.

Ma chi l’ha autorizzato a rovistare anche in me?
Sarà stato Shakesperare, l’ho visto da qualche parte, a un certo punto.

Senza rendermi conto di quello che stava combinando, mi ha convinta con delicatezza a fidarmi di lui e di Shakespeare, e a quel punto io gli ho confessato tutto, tutto l’amore che ho da rilanciare, tutta la voglia di uccidere e di gridare rabbia e verità.

Su quel palco c’era posto per tutti, per tutti i personaggi che ci presentava Herlitzka, invisibili ma presenti, e per tutti quelli seduti in platea. Per me.

Tieni, Shakespeare, prenditi tutti i miei segreti e passali a quell’attore.
So per certo che – insieme – saprete farne lama sottile a metterci in guardia dal sonno, l’unico vero nemico da scalfire.

AMLETO:

“Gli attori non sanno tenere segreti. Spifferano ogni cosa.
E qualunque panorama vorrete mostrargli, se non avete vergogna voi ad espoglierlo, non avrà vergogna lui a spiegarvi di che si tratta.”

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