DIARIO D’INVERNO

Nessuna scusa.

E’ un libro che non si può non avere.

E’ un libro che parla di quando il corpo abitava l’infanzia, di quando frequentava l’amore a vent’anni e di quando s’incantava difronte a quello della maturità che hai avuto la saggezza e la fortuna di avere ancora al tuo fianco, oggi, a sessantacinque anni.

Racconta del corpo che scopre il sesso, l’inadeguatezza di stare al passo con la crescita degli altri; del corpo che vede e stravede tra le cose della vita, che si lascia abbagliare e che si chiude a riccio, perchè nessuno osi toccare quel che il dolore di una morte improvvisa – della propria madre, per esempio – ha separato dal resto del mondo.

E’ esile e potente nello stesso tempo, e non si stanca mai di lui, il corpo.

Di quel corpo, a volte assonnato a volte maleducato, che non si lasciare depistare da niente ma che su tutto quel niente ha costruito il suo sapere, perchè, nonostante i fallimenti, gli incidenti, le ferite, i fraintendimenti, la stoltezza e le bestiemme, è pur sempre il corpo, il suo corpo, quello di un uomo semplice che da bambino è diventato quasi anziano, ormai. Tra poco.

Paul Auster

Paul Auster

E’ un libro sublime. Davvero sublime.

Regalatelo, regalatevelo, non lasciatelo in libreria: è un avvenimento che non si può perdere.

Ti capiterà anche di rileggerlo, un domani. Quando sarai di colpo bambino, adulto, vecchio e poi di nuovo bambino, adolescente e infermo o più prestante che mai.

Parla di te, di me, delle nostre smorfie, del tuo vino, del mio, del tuo cane morto, di un bambino smarrito, della volta in cui sei stato a un passo dalla morte, della tua incapacità di orientarti nello spazio e della mia, di quella volta in cui non sei riuscito a piangere per troppi, troppi giorni. Di quando ti sei rotto la spalla e della mia, di quando entrerai nell’inverno e nel mio.

E’ un libro a episodi, una sorta di catalogo del corpo e dei suoi sfoghi, dei suoi mille modi di avere fame, sonno e sete. Un viaggio a ritroso senza nostalgia anzi, straripante di verità concrete, di passi di danza e sgambetti tirati con cattiveria, di incompetenza e di trasgressioni. Di vendette e di pacificazioni. Del corpo.

“Diario d’inverno” è il libro nel quale Paul Auster ripercorre la sua esistenza a partire (e per finire) dal corpo, quel maledetto piccolo grande filtro attraverso il quale mastichiamo e vomitiamo il mondo.

Un semplicissimo diario che ha costretto un autore assetato di verità a raccontare la meravigliosa prigione nella quale viviamo. E forse, senza saperlo, l’inverno che sta per arrivare.

—–

“Diario d’inverno” di Paul Auster, Einaudi (Supercoralli) traduzione di Massimo Bocchiola.

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