TUTTI I LIBRAI FELICI SONO FELICI A MODO LORO, DIRA’ UN GIORNO TOLSTOJ

A: Che cos’è quello sguardo acceso?
B: L’arrivo delle novità.
A: Apri i colli (nome tecnico degli scatoloni che i corrieri rovesciano nei magazzini delle librerie) e nessun sentimentalismo.
B: Non è emozione.
A: No?
B: E’…
A: Sì?
B: L’incipit.
A: L’incipit. Più-veloce-col-taglierino-elabora-la-bolla-butta-in-resa-i-titoli-che-non-vendono-metti-i-bollini-della-promozione.

Tutti i santi giorni, qualsiasi nuovo libro esca, (di qualsiasi editore, ormai) cerca di catturare il lettore riportando sulla copertina quella formula magica… -25% o meno -15% o anche -10% che fanno di un discreto, sorvolabile romanzo, IL CAPOLAVORO, il libro che cambierà la tua vita per sempre.

Snoopy, noto scrittore contemporaneo

Sono B e sono libraia, ma non solo.
Sono un’assistente della Storia. Delle storie.

Della Storia perchè sono io, cari scrittori, cari editori, che prendo in mano le novità editoriali. Quelle a cui lavorate per mesi e mesi, correzione di bozze, traduzioni, impaginazione, copertina. Non mi lascio fregare da quelle fascette omologate che gridano al capolavoro nè a certe sintesi in una riga che mi suggerisconio il valore dell’oggetto tra le mie mani.

Ahi ahi. Sono io che inserisco quei libri nel gestionale e gli faccio entrare laddove non sono mai entrati prima.

Decido dove posizionarli, fondamentale momento per un autore e per la sua storia, ma anche e soprattutto – ribadisco – per le storie raccontate.

Posso farlo sparire in un attimo tra gli scaffali, posso suggerirlo, consigliarlo o depistarlo.

Il lettore però fa altrettanto: mi segnala titoli che non avevo mai sentito, mi convince che vale la pena di tenerli nel catalogo della libreria o mi chiede come sia possibile che venga pubblicata “certa roba”.

Sono un’assistente delle storie perchè non posso farne a meno, perchè è il mio mestiere: quando apro un collo di novità, quando incontro quei titoli per la prima volta, mio caro responsabile, Mr./Mrs A, te lo voglio dire:

io sono (solo) un venditore di storie e mi emoziono, ho bisogno di tempo per capire, guardare, annusare.

Non me ne frega niente dei bollini-sconti, delle pile alte alte altissime, dei grandi numeri che innalzano il fatturato a vista d’occhio. Lascio che sia tu a occupartene.

Non voglio chiedere sconti ai fornitori nè compilare le cedole di prenotazione dei titoli, quelle sono le tue scommesse.

La mia è una e una soltanto: vendere storie.
E questo ci basta per essere felici, a noi librai felici.

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