BOOKCITY MILANO, ovvero ripartire dalle periferie

Ieri sera durante una cena, un’amica che, per ragioni professionali è stata coinvolta nell’organizzazione di alcuni degli eventi della prima edizione di BookCity Milano, mi ha raccontato del formicaio che si è mosso – in tempi da record – nella vecchia mela bacata, come chiamo in tutta leggerezza la “mia” città d’adozione, Milano.

Prima edizione sì, perchè, come mi confermava, l’esperimento è riuscito e le forze in campo che hanno ideato e realizzato il tutto, hanno avuti ottimi riscontri di partecipazione.

Salman Rushdie al Teatro Franco Parenti

Ma, come volevasi dimostrare, anche in questa occasione Milano esagera, sintomatico di chi vuole emergere a tutti i costi e fare le “cose in grande”.

Spazio ai grandi editori ma non solo, iniziative che – avevamo dubbi? – sono state accompagnate spesso dall’accoppiata cultura+cibo, formula cara ai milanesi.

Ottima l’idea di dislocare gli incontri in vari luoghi della città come il Castello Sforzesco, molti teatri e librerie; biblioteche, musei, licei, ristoranti e lo stadio San Siro. Alcune fermate metropolitane, l’acquario civico e la chiesa Santa Maria delle Grazie.

Bibliobus al Castello Sforzesco

Ma, se di luoghi parliamo, la vera differenza la fa la scelta di coinvolgere le periferie. Ottima l’intuizione se non fosse però che l’enorme numero di eventi, spesso sovrapposti, ha tagliato fuori proprio i margini stessi della città.

Niente di perso, forse: l’amica mi confessava che gli organizzatori se ne sono resi conto al volo e, in maniera critica, si prenderanno a cuore la questione il prossimo anno quando – dopo il lusso di questo primo test – bisognerà mettere a sistema una nuova edizione meglio coordinata.

Priorità e scelte.

Ma, nel frattempo, come non emozionarsi del potere delle parole che, per almeno tre giorni, hanno portato intere famiglie, accademici, lettori, fuori dalle mura di casa per surfare tra quel magico brusio tipico dei festival letterari?

Ha funzionato e, guarda un pò, vi siete accorti che quest’anno la nebbia tarda ad arrivare?

…..

Per rendervi conto dell’immensa proposta del festival:
http://www.bookcitymilano.eu/eventi/

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2 Comments

  1. E’ vero è stato un grande evento ed è un bene che sia avvenuto e che continui ancor meglio se possibile.
    Nessuno pero’ ha ringraziato quei 360 volontari che con il loro gratuito impegno dalle 9 di mattina alle 23 di sera lo ha reo possibile.
    Un po’ di attenzione per favore
    un saluto
    Alberto

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    • Caro Alberto, sono assolutamente d’accordo. Se non fosse stato per un imprevisto dell’ultimo minuto, sarei stata tra i volontari del festival della letteratura di Mantova ed.2012. Ne capisco il valore ma penso che sia innanzitutto dovere delle istituzioni e degli organizzatori essere più puntuali nei confronti dei collaboratori. Il festival di Mantova, per esempio, ha ringraziato (attraverso i media e social network) l’importante lavoro svolto dai volontari il giorno stesso in cui è terminato.

      Grazie della tua nota.
      Nadia

      Mi piace

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