-IO E TE- E LA LETTERATURA ITALIANA, CARO NICCOLO’ AMMANITI

Li conosco quelli come lui.

Sembra che abbiano un pò fretta, che passavano di lì per caso, che non hanno tempo di fermarsi oltre. Sono un pò timidi, portatori di timidezza, direi.
Che bella vecchia qualità anti-urbana. In pochi se la concedono con leggerezza, senza troppi imbarazzi.

Lui è uno di quelli, un timido leggero.

Quelli come lui, lo vedi all’istante, arrivano e se ne vanno con quel filo di antipatia che li fa diventare meravigliosi solo quando ci prendono in contropiede e riescono a scalfirci con le loro parole senza lasciar traccia. Poche ma buone. Delicate. Affilate.

Disegno di Niccolò Ammaniti, copertina del (suo) romanzo “Io e te”

Sono quei tipi che prestano attenzione alla durata. La durata di una frase, di un capitolo, di una battuta. Quei tipi che lasciano camminare i loro personaggi senza forzature. “Andatevene dove volete.” Ma il lettore lo sa che non è così fino in fondo.

Nessun timore nell’essere troppo sintetici. Sono dei cultori della misura.
Poco italiani per questo, scrittori capaci di tenersi lontano dallo stile barocco a cui l’arte italiana, le città italiane, i politici italiani, ci hanno abituati.

Non è facile scrivere come quegli autori internazionali, penso a Ian McEwan o Joe R. Lasdale, che conoscono bene la difficile arte della semplicità. Autori che entrambi amiamo molto, moltissimo.

Ma tu ci provi. E ci riesci. Tu, caro Niccolò, porti nella letteratura italiana una magrezza appassionante.

Ho letto “Io non ho paura” e ora “Io e te”. Leggerò anche il resto per capire se non sei “nato barocco” o se te lo sei levato di dosso strada facendo.

Io leggo ma tu non smettere di scrivere in quell’italiano leggero di cui, per dirla con moderazione, l’Italia intera ha bisogno.

In fondo, la tua timida penna che ha quasi finito l’inchiostro per la stesura del tuo ultimo romanzo, che sa risparmiare per eccedere laddove non se ne può davvero fare a meno, è una penna coraggiosa perchè i tuoi personaggi, così spogli e indifesi, tutto sommato abitano qui, in Italia.

—–

Testo citato:

“Io e te” di Niccolò Ammaniti, ed. Einaudi Stile libero

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