E IL TALENTO DI RESTARE IN ATTESA

E’ la settimana giusta, quella che aspettavo da giorni.

Le recensioni, i trailer, se ben fatti, ne restituiscono il sapore e ci fanno salire la voglia di restare in attesa, di controllare la data, perchè capita, ci si può anche sbagliare.

Macchè, lo sappiamo che diventiamo ossessivi in certi momenti: giovedì 25, ricordati giovedì 25, il 25, giovedì, giovedì prossimo.

Eccoli entrambi e senza averli ancora visti mi consento di parlarne in nome del desiderio di confrontarmi con le mie aspettative nel buio in sala.

La colonna sonora che apre il racconto e i titoli di testa a introdurre il cast artistico, immagini a tutto schermo a sostituire quel letterario “C’era una volta…” di cui un regista deve occuparsi, con estrema cura, perché c’è sempre una grande sfida dentro quei primi minuti.

Locandina del film “Io e te” di Bernardo Bertolucci

Bernardo Bertolucci e Michael Haneke; “Io e te”, “Amour”.

L’entusiasmo per qualcosa che abbiamo aspettato.
Tanto.
Tantissimo?
Tantissimo, sì.

Ma ormai siamo grandi e in grado di gestire anche il contraccolpo: “Se non dovesse piacerti?” Chi se ne frega, rispondo, che nessuno provi a chiedermi di rallentare la spinta delle mie gambe sui pedali della bicicletta quando tra qualche ora salirò in sella con gli occhi in attesa, col respiro un pò teso.

Provate a convincermi che dovrei, dovremmo, essere più misurati.

Locandina del film “Amour” di Michael Haneke

Ho abitato stanze e uomini e donne e bambini che erano casi persi in partenza, delusioni pronte e servite, incontri che suonavano ai più come perdita di tempo.

Chi se ne frega, sono entrata, li ho stanati.
Sono rimasta in attesa ad aspettare. Loro e me.
Ho tentato in mille modi di restare in guardia per non restare delusa, ma poi, di nuovo…chi se ne frega.

Non è stupendo quando, ad ogni nuovo incontro, partono i nostri titoli di testa, il brano giusto, la scena da tagliare?

A chi vogliamo lasciare l’onore del primo fotogramma, il primo…primo piano a tutto schermo?

In questa città che intimidisce difronte alla prima nebbia, anche quest’anno, io rispondo con l’ebbrezza di un nuovo incontro e il talento di restare in attesa.

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